Switch on!

il nuovo mondo di cattivo gusto dischiusosi ai nostri occhi

E così anche da noi è arrivato lo switch-off: si è spento definitivamente il segnale analogico e tutto è passato al digitale. Il pinguino poggiato sul nostro tele lo temeva molto, ma noi ancora di più. Non sapevamo se il segnale sarebbe stato sufficiente a coprire il nostro fabbisogno catodico.
Ci sono voluti un paio di giorni, però, per renderci conto che eravamo stati ampiamente soddisfatti. Un mare di nuovi canali si è aperto dinnanzi ai nostri occhi increduli e sotto i nostri polpastrelli unti. Al di là dei canali che ci permetteranno di fare bella figura alle feste, sfoggiando conoscenze su com’è fatto un oboe, o sulla storia del portinaio albino della sorella della balia di Hitler, o sulla ricetta della torta di cioccolato molecolare e puffbacche del fantabosco, il vero paradiso di una telecomare sono le tv locali. Esse sono anche il vostro paradiso, anche se voi non lo sapete ancora. Affidatevi con fiducia a Tele A, Spazio Tv, Italia 53, il canale Eduardo (con la sua preziosissima gemma Salotto Tolino, di cui avremo modo di parlarvi ancora) e qualsiasi altro canale la risintonizzazione vi riproponga. Non abbiate paura.
E soprattutto, non cambiate canale. Neppure durante la pubblicità. Soprattutto durante la pubblicità.
Prendete questo spot, ad esempio.

Un anziano signore cucina amorevolmente una zuppa di legumi sulla fiamma viva del caminetto. In quella, giunge la sua nipotina – palesemente trentottenne – che però crederemo inossidabilmente piccina in virtù delle trecce. Ella chiede ingenuamente al nonno cosa stia facendo, quand’ecco che scopriamo che il nonno è il sosia vocale di Alberto Lupo. E scopriamo anche che la piccina – a trentotto anni – non conosce i più elementari termini della lingua italiana, come “tradizione”.
La tradizione è quella della famiglia Schioppi, che seleziona da ben quattro generazioni i legumi più genuini… un attimo. La piccina non sa nemmeno cosa voglia dire “genuini”. La famiglia Schioppi dovrebbe investire parte dei proventi delle zuppe in un’enciclopedia. Anche un’Encarta. Pure masterizzata, eh.
Però, seppur ignorante come un cesto di cucuzze, la nipotina apprezza eccome il prodotto del lavoro della famiglia. E ne chiede ancora.
E, a giudicare dalla mole della creatura, alta un metro e novanta in presunta preadolescenza, il nonno l’avrà senz’altro accontentata.
Potrete farne a meno anche voi? Noi no di sicuro.

Mrs. Conclusion

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