Isola dei Famosi 2012 – A volte ritornano

Non avevate mica creduto che le Telecomari si fossero perse il ritorno dell’Isola dei Famosi?
Invece eravamo lì, spiaggiati sul nostro divano, con un bel secchio di patatine al pepe nero. E abbiamo seguito quasi tutto, in questi giorni, fin dall’inizio.

La prima domanda che ci siamo fatti, dopo «Ma nessuno ha portato due birre?», è stata: come risolveranno l’imbarazzo della nomenclatura? I concorrenti dell’Isola si sono sempre chiamati “naufraghi”, ma di questi tempi c’è da considerare che la parola fa venire in mente ben altri scenari. E poi c’è il politically correct, che pende sulla testa di qualsiasi fotogramma o sillaba passi in tv. Soprattutto in prima serata. Soprattutto in RAI.
Noi avremmo chiamato tutti quanti “spiaggiati”, per l’appunto, ma gli autori hanno pensato di chiamare i due gruppi di concorrenti (divisi in due isolette diverse, quella sfigata e una specie di minuscolo villaggio Valtur) “Eroi” ed “Eletti”.
In fondo, anche “naufraghi” andava benissimo, siamo sinceri. Quelli della Concordia sicuramente si sentiranno offesi da ben altro, nella vita. Ma il politically correct impone anche certe ipocrisie: li capiamo, gli autori, e ci accontentiamo di “eroi” ed “eletti”. Poteva andar peggio. Che so, i “sommersi” e i “salvati”, ad esempio.
Ma chi sono, questi Eroi? Eccovi una foto.

Gli Eroi con i conduttori Nicola Savino e Vladimir Luxuria

No, non è un fotomontaggio con pezzi di foto di gruppo delle scorse edizioni: gli Eroi sono tutti presi da edizioni passate. Un magnifico copia e incolla all’insegna dell’“a volte ritornano”.
Tra gli Eletti – invece – troviamo anche delle nuove leve, come il Divino Otelma, che esordisce elargendo benedizioni ai colleghi d’avventura, per poi passare nei giorni successivi al rituale prima della pesca per ottenere l’approvazione dei pesci (per fortuna i pesci non parlano e non possono rispondere); ma il Divino Otelma è anche magnanimo: dopo un po’ si lascia andare e decide che può dare un po’ di confidenza agli altri sfigati. «Puoi chiamarmi Divy», dice a un incredulo Rubicondi. «Chiamami Divino o Divy».

Il Divino Otelma in un momento di estatica contemplazione dei misteri dell’universo

Nel gruppo c’è anche un redivivo Enzo Paolo Turchi, finalmente in versione senza emorroidi (quando fu concorrente per la prima volta, fu costretto a lasciare il gioco per questa ragione, anche se la verità saltò fuori molti mesi dopo).
C’è l’immancabile ex miss che dimagrirà fino a restare uno scheletro armato di sole bocce finte.
C’è Valeria Marini; sì, armata di sana carne e splendidi pareo anche quest’anno.
C’è Alessandro Cecchi Paone; sì, quello che una volta sulle isole ci andava per farci i documentari.
C’è Mariano Apicella; sì, lui.
C’è Guendalina Tavassi; come dite? Guendalinachì? Quella che l’anno scorso stava nella casa del Grande Fratello; proprio come nella miglior vita di condominio, quest’anno ce la ritroviamo in spiaggia.
E poi c’è Flavia Vento. Flavia Vento che non vuole che la pungano le zanzare. Su un’isola tropicale. In tenda.
Ha senso. Tanto quanto le sue poesie. Come questa sui pirati, che ’e navi derùbbeno.

Ma la sensibilità di Flavia Vento non ha limiti. Ella si mortifica per i ricci di mare. «Poverino», dice, mentre leggiadra ne raccoglie uno dagli scogli.
Poi lo spacca col coltello e se lo slurpa via direttamente dalla lama.
La poverina vera è Valeria Marini, che la vede e se la mangerebbe a morsi, Flavia Vento con tutti i ricci: «Se trovi del cibo, devi prima condividerlo con gli altri: che sei venuta all’Isola per mangiare?». Sottinteso: «Brutta cretina».
E poi, diciamocelo: Flavia Vento non sa spaccare i cocchi. Per fortuna Valeria è una dei massimi esperti europei in spaccamento di cocchi e glielo insegna, nonostante Flavia Vento non sia molto umile, come allieva.
Insomma, le due sono già ai ferri corti: che momenti bellissimi, ci regaleranno. Sempre che prima non si mangino a vicenda.

Gli sguardi sicuri e coraggiosi di Cristiano Malgioglio, Valeria Marini ed Enzo Paolo Turchi al momento dell’arrivo sull’isola.

Mentre attendiamo sviluppi sul catfight, un problema molto grave emerge dalle parti del giaciglio di Enzo Paolo Turchi. Il vero mistero di questo inizio d’Isola. Troviamo il biondo ballerino piuttosto inalberato perché qualcuno ha espulso le proprie deiezioni (sì, esatto: ha fatto la cacca) vicino alla sua tenda. Non è rispettoso. Soprattutto nei confronti di uno che in illo tempore ha dovuto abbandonare il gioco perché aveva le emorroidi.
Chi sarà il colpevole? Per il momento non salta fuori, e il mistero s’infittisce; chiederemo a Bruno Vespa di fare una puntata speciale di Porta a Porta con tanto di plastico dell’isola. Deiezione inclusa, naturalmente.

Mrs. Conclusion

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La Crociata sul Due: Ai Telecomandi!

Ognuna delle Telecomari ha la sua perversione televisiva.
Mrs. Premise ha L’Italia sul Due.
È per questo che oggi vogliamo dare inizio a una vera e propria crociata in difesa di Milo Infante.

un’immagine denigratoria di Milo

Milo ha infatti deciso di fare causa alla Rai. No, non per la foto che hanno scelto per la pagina a lui dedicata sul sito di RaiDue, ma per ragioni di mobbing.

Da quando a co-condurre il programma è arrivata santa Lorena Bianchetti, molte cose sono cambiate. E non ci riferiamo solo al fatto che un giorno sì e uno pure ci sono almeno una Madonna in scaletta e un prete in studio (conosciamo tutti i – neanche troppo – trascorsi filovaticanisti di Lorena), ma anche al fatto che, rispetto alle scorse edizioni, i ruoli di conduzione si sono invertiti. Lorena parla di cronaca, economia e politica, Milo intervista i naufraghi dell’Isola dei Famosi e quelli della Concordia.

Certo, che con l’arrivo di Lorena Bianchetti le cose sarebbero cambiate del tutto, dovevamo capirlo tutti da subito.

Lorena usurpatrice

Il fatto è che in questo sconclusionato scambio di ruoli sono entrambi a disagio.
Prendiamo la puntata di oggi.
Milo è arenato (è proprio il caso di dirlo) sul caso Concordia da giorni, ma stoicamente riesce a resistere, non si barbarad’ursizza nemmeno un momento, nonostante la redazione gli propini collegamenti sempre più improbabili (dalla telefonata col comandante di lungo corso amico di Schettino ieri, al servizio coi concittadini del paesello oggi).
Ma a un certo punto non ce la fa più, è pur sempre un giornalista. E di fronte a Guendalina Canessa* (ospite in qualità nientemeno che di quasi naufraga, perché doveva salire sulla Concordia con sua figlia) che sfoggia la pochezza del suo unico neurone vantandosi di aver soprannominato il comandante della Concordia «Schettino il cretino» (wow, che fine umorista), Milo sbotta:

Ti prendi la responsabilità di quello che stai dicendo. Perché non è che uno può venire in televisione a dare impunemente del cretino alla gente, e io non posso fare a ogni ospite la lezioncina su quel che si può o non si può fare.

Ah, no? Perché sai, Milo, al Grande Fratello l’hanno abituata così. E siccome lei ha una figlia piccola e come tu ben sai, Milo, tra i dispersi c’è una bambina piccola, Guendalina si sente giustamente in diritto e in dovere di dare pubblicamente del cretino a quest’uomo per strappare un applauso del pubblico. Così come il regista si sente in dovere di chiudere lo spazio con l’inquadratura drammatica sul peluche perso all’Isola del Giglio** da un bambino superstite nella concitazione degli eventi.

La quasi naufraga Guendalina Canessa

Per poi passare a Lorena Bianchetti, la cui incapacità di parlare di qualunque cosa non concerna rosari è autoevidente una volta di troppo nella sua intervista ai tassisti in sciopero («Mi chiedono da casa: come faccio io, se chiamo un taxi al telefono, a sapere quale offre la tariffa più vantaggiosa?») come anche nel suo rapporto col pubblico: «Ciao Lorena, sono siciliano e mi chiamo Santo…» «Certo, si chiama Santo, non può che essere siciliano!» – si fosse chiamato Ciro sarebbe stato per forza napoletano?

E noi Telecomari siamo qui sul nostro divano e non ce ne facciamo capaci, che mettano in mano un programma a una così solo perché dice bene le preghiere. A questo punto rivogliamo le fiction di finte-storie-vere, le confessioni private di Carmen Russo, Craig Warwick e i suoi angeli.
Miei prodi, ai telecomandi! È Dio che lo vuole! Salviamo Milo Infante!

Mrs. Premise

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* Sì, proprio lei, l’inutile Gieffina salita agli onori dei talk show per essere diventata la compagna dell’altrettanto inutile Daniele Interrante.
** Di cui grazie a RaiReplay speriamo di riuscire a fornirvi una diapositiva al più presto, casomai conosceste il bambino.

Le cose che so di Maria #1

Le allegre Telecomari, contravvenendo a ogni regola delle famiglie per bene, pranzano con la tv accesa.
Perché è anche a pranzo che la tv ci nutre. In modo abbondante, da tutte le parti.
Ma da una parte bisogna pur cominciare, così iniziamo da Maria De Filippi.
Non tutte le Telecomari sono edotte sul programma quotidiano della bionda signora Costanzo. Ma non si nasce imparati, dice un modo di dire che ignora un po’ le regole della grammatica. E noi non ci nascondiamo dietro a un dito, come dice un altro modo di dire, che invece ignora spudoratamente le proporzioni anatomiche (quanto grosso deve essere, ’sto dito, per nascondercisi dietro veramente?).
Così affrontiamo con voi, pubblicamente, il graduale indottrinamento di una sprovveduta comare al mondo degli uomini e delle donne; o meglio, al mondo di Uomini e Donne. Una cosa per volta.

Mrs. Conclusion e Le cose che so di Maria.

Pretty in pink

Maria ogni giorno arriva in studio, e sembra sempre che stia arrivando direttamente da casa senza passare da trucco e parrucco – non ci sorprenderemmo di trovarla un giorno con le buste del Dok poggiate per terra; dove si siede lei, peraltro. Non sta in piedi sui trampoli come in C’è posta per te, figuriamoci; è già tanto se si mette le scarpe. Non gironzola per lo studio come ad Amici. No. A Uomini e Donne Maria si spiaggia sulle scale come una punkabbestia qualunque, ma col copione al posto dei cani, e osserva. Ogni tanto aizza le folle, ma più che altro lascia fare a loro. I tronisti, le troniste, gli opinionisti, i corteggiatori, le corteggiatrici, le special guest di cui capiremo ruoli e nomi col tempo e il pubblico parlante.
Una cosa per volta.
C’è trono e trono, innanzitutto.
C’è il trono blu, c’è il trono rosa, c’è il trono over e c’è L’amore non ha età.

Il trono blu è quello dove il maschio sceglie. Sul trono rosa, a scegliere siede la femmina. E fin qua, è facile.

Il trono over è un modo elegante per dire “Anziani che escono con altri anziani e fanno un po’ il cavolo che gli pare”. Perché mentre nel trono azzurro e in quello rosa c’è espresso divieto ai partecipanti di vedersi al di fuori dei contesti stabiliti dal programma, in quello over gli anziani possono scambiarsi numeri di telefono e vedersi quando gli pare, con tutto ciò che ne consegue.

Le conseguenze dell’amore

L’amore non ha età, invece, è una cosa in cui si mischiano giovani e meno giovani. Ragazze di vent’anni e donne di quaranta. I tronisti sceglieranno la donna che meglio gli si adatta, a prescindere – appunto – dall’età. Se no non si chiamava L’amore non ha età, si chiamava Marmitta catalitica.

La parte più difficile, quando guardi Maria (perché tu non guardi Uomini e Donne, facci caso. Tu guardi Maria, anche se Maria non si prende la briga nemmeno di dirti “Ciao” quando inizia la trasmissione, né “Ciao” quando se ne va), la parte più difficile – dicevamo – è capire perché urlino.
Mesi e mesi, a cercare di capire che ci avranno mai da gridarsi contro.
Poi, l’epifania.
Funziona così, per i troni “normali”, quello azzurro e quello rosa: si orchestrano appuntamenti tra i vari contendenti al trono, in modo che il tronista e la tronista in questione possano scegliere la persona che potrebbe essere la compagna della loro vita (così c’è scritto sullo schermo gigante ogni santo giorno).

Il grande schermo

Questi appuntamenti sono spontanei quanto la recitazione di Emanuele Filiberto, ma sono lo spunto necessario per tutta la puntata. Chi ha fatto cosa con chi, chi ha portato chi dove, chi ha infilato la lingua in bocca a chi e via dicendo.
Il lessico fondamentale, in questa fase, è: “Falzo”, “Buggiardo”, “Stronzo”, “Mastaizzitta”.
Capito l’uso di queste parole, siete a posto.
Ma oggi, mentre Mrs. Conclusion si sentiva padrona del mezzo, pronta a una nuova mirabolante avventura, arriva Ragazzi e Ragazze.
E che cacchio è?!
È stato il composto coro unanime delle Telecomari a bocca piena.
Un nuovo format!
È stato il coro infartuato delle Telecomari subito dopo (sempre a bocca piena, per carità. Sputazzando briciole, anche).
Ragazzi e Ragazze
è una specie di meglio del loro meglio.
Ci sono i giovani come accade nei troni azzurro e rosa, ma c’è il regolamento “Fate un po’ come ca**o vi pare” che vige per i corteggiamenti tra gli anziani.
Insomma, potevano chiamarlo L’ammucchiata, l’avremmo capito prima.
Ma qualsiasi sia il nome, è un nuovo elemento di questa avventura. E siamo pronti a studiarci pure questo.
Alla prossima puntata di Le cose che so di Maria.

Stay tuned.
Burma!

Mrs. Conclusion

La nave di Barbara

Nessuno si sarebbe aspettato una tragedia come quella della Costa Concordia, sulla quale non intendiamo spendere parole, limitandoci a un interdetto silenzio.

Quello che ci aspettavamo, però, era che in quelle acque qualcuno ci avrebbe sguazzato.
La nostra ineffabile Barbara D’Urso. Lei, giornalista, mamma, donna, cacciavite a stella.
Era pronta fin dall’inizio della puntata a sviscerare tutti gli aspetti della questione, per farli capire alla ggente semplisce (che, tradotto, significa “voi poveracci che non capite un’acca”).

Ggente semplisce

Forse non tutti sanno che, prima dell’inizio ufficiale della puntata di Pomeriggio 5, Barbara spesso viene beccata in un simpatico fuori onda (COMPLETAMENTE IMPROVVISATO E AUTENTICO, come vi permettete!) in cui la vediamo tra la ggente del suo pubblico, mentre scherza, ringrazia, gioca con il suo staff, scarta regalini, che fa tanto casa.
Il fuori onda di oggi l’ha invece beccata in un momento di altissima serietà, come altrimenti non poteva essere.  “Scusate, ma ero qui coi miei giornalisti…”, un po’ come i sottoposti del lessico fantozziano. Insomma, c’è ggente che attraverso il blog di Barbara vuole testimoniare e raccontare la propria disavventura sulla Concordia. Tutti da lei. Tutti.
E poi, dopo la pubblicità, la sigla (che, per inciso, è “Follow you, follow me” dei Genesis suonata dalla Royal Philharmonic Orchestra) e poi si inizia sul serio.

Ella avanza, sinuosa e di bianco e nero vestita. Il pubblico applaude, lei sorride, ma subito si ricorda che oggi tocca star seri, oh, c’è ’sta storia della nave.

“Ci dispiace non potervi regalare subito un sorriso, ma…”, insomma, ’sta nave, signo’.

Via col primo servizio. Le immagini confuse di YouReporter, le urla, coperte dal sottofondo musicale col perfetto pianoforte in minore che sottolinea il dramma, nel caso ce ne fosse bisogno.
Ché una nave che si incaglia a cento metri dalla costa, si inclina completamente da un lato con le vite di oltre quattromila persone messe a repentaglio non è un vero dramma, se sotto non ci metti un piano in minore.
Parte il collegamento con l’inviata sul posto, “la mia collega”, specifica giustamente Barbara.
Facciamo due conti: “Mi confermate che purtroppo c’è una settima vittima?”

Barbara nella sua magistrale espressione sinceramente contrita

L’inviata smentisce.
Barbara non ci resta male, lei non è una pivellina come Vespa, che lascia intravedere il dolore autentico per la tragedia mancata. Barbara si sublima. Si madonnizza a mani giunte per la bella notizia e il pubblico catarticamente applaude.

Tra i superstiti al naufragio della Concordia avrete notato una ritrovata Francesca Rettondini.

Una ritrovata Francesca Rettondini

Ueilà! Da un po’ noi Telecomari ci chiedevamo “Ma che fine ha fatto Francesca Rettondini?”.

Ecco, era in crociera. Stanata dal naufragio, eccola letteralmente riemergere prima all’Arena di Giletti (dove, attenzione, è stata una delle pochissime voci utili a raccontar qualcosa di quello che era successo) e oggi da Barbara, che però l’ha fatta parlare poco, preferendo dare spazio alla ggente semplisce, come nel suo stile.

Cosa vuoi che sia aver visto la morte in faccia, aver visto sfumare ferie, bagagli, a fronte di chissà quanti mesi di incubi ricorrenti garantiti; cosa vuoi che sia tutto questo, se poi vai da Barbara e scrivono il tuo nome in sovrimpressione con sotto la didascalia “Superstite tragedia crociera”.

Poi, il mistero.
Tra i dispersi, purtroppo c’è anche una bambina.
Barbara ci mostra la sua foto
.
A noi, sinceramente, il motivo sfugge.

Forse la bambina è sull’Isola del Giglio?
Ma non ci sono le autorità che sono preposte proprio alla ricongiunzione dei dispersi coi familiari, sull’Isola del Giglio?
Perché, Barbara, ci mostri la foto di una bambina dispersa in un naufragio?
Perché “Se qualcuno di voi ci ascolta dal fondale del Mediterraneo, se ci sono pesci o meduse all’ascolto, segnalateci se vedete passare questa bambina”?
Mistero della tele.

Intanto, Anza e Aggi* si rincorrono, e lei sguazza, sguazza tetra e matronale in tutto ciò.

Ma adesso andiamo nel paese d’origine del comandante!
Dai dai, andiamo a sentire se era una brava persona o se magari in paese già sapevano che avrebbe fatto quella manovra azzardata. Che so, magari parcheggiava sempre in doppia fila, divelleva specchietti, cose così… magari si capiva, magari ascoltando la ggente semplisce del paese del comandante tutto questo si poteva evitare.

Ma ormai è successo, e Barbara non poteva fare a meno di sguazzarci.
Però adesso basta, ci colleghiamo col Grande Fratello.
Perché la nave affonda, la Casa no.


* Ansa e Agi, ma nell’enfasi le agenzie di stampa cambiano nome, così come voialtri poveracci diventate ggente semplisce.

Mrs. Conclusion

AGGIORNAMENTO

Intanto, non lontano da Gotham City e dagli studi di Pomeriggio Cinque…

“Di chi è la colpa?”

Perché Sanremo è Sanremo!

Da amanti della sana, brutta televisione, le Telecomari non potevano esimersi dal seguire Sanremo.
Eccoci allora sul nostro divano, ancora a digerire il ragù della domenica, per sapere tutto quello che c’è da sapere sulla 62esima edizione del Festival della (cosiddetta) canzone italiana direttamente dal tempio dell’informazione televisiva: L’Arena di Massimo Giletti.

Va detto, con la brutta faccenda della Costa Concordia in pieno svolgimento, Giletti ha vissuto un difficile conflitto interiore: lo sciacallo che è in lui si rifiutava di parlare di gioviali canzoni di fronte a cotanto trionfo di morti, feriti, dispersi. Niente Sanremo, quindi, senza prima aver sviscerato la tragedia con adeguata dose di qualunquismo, paragoni col Titanic e picchi da requisitoria popolare sul genere “Dov’era il capitano? Com’è possibile che sia successo questo? Voglio delle risposte!” di cui solo Giletti è capace.

Per fortuna lo stillicidio sulla Concordia a un certo punto ha fine, Klaus Davi smette di parlare di cose che non sa, qualcuno tira fuori Luzzatto Fegiz dalla naftalina, Giletti indossa la maschera delle occasioni liete e comincia lo Speciale Sanremo con Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi.

La faccia delle occasioni liete di Massimo Giletti

Eggià, perché la prima novità è che a condurre Sanremo quest’anno ci sarà di nuovo Gianni Morandi, nonostante l’anno scorso avesse giurato e spergiurato che non l’avrebbe fatto mai più. Ma evidentemente la salma di Mike era ancora indisponibile quando lo hanno convocato.
Quest’anno, ci spiega Mazzi, il Festival è dedicato all’Italia nel mondo, ed è per questo che il superospite, dopo Benigni l’anno scorso, quest’anno sarà… Adriano Celentano. Che siccome ha scritto Svalutescion e Prisencolinensinainciusol è internazionale almeno quanto l’Oscar di Benigni e sicuramente quanto l’inglese di Gianni Morandi.
Sempre in omaggio al respiro internazionale (e probabilmente per rendere il palco dell’Ariston ancor più una specie di nuova Babele) affiancheranno Morandi le internazionalissime Ivana Mrazova e Tamara Ecclestone (figlia del patron della Formula 1 Bernie), superfighe che a stento parlano italiano e quindi sicuramente si troveranno benissimo anche loro con l’inglese in salsa emiliana di Gianni Morandi.

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Le Barbie brune di quest’anno, Ivana Mrazova e Tamara Ecclestone

In quest’aria di grande internazionalità, anche i Big dovranno fare la loro parte: ognuno, oltre a cantare la propria canzone in gara, ha scelto anche un grande classico della canzone italiana da rivisitare in coppia con un ospite internazionale.

Ma caviamoci il dente, e tiriamo fuori ‘sti nomi:
1 – Nina Zilli, in gara con Per sempre, canterà Never never never (Grande grande grande) con Skye dei Morcheeba
2 – Samuele Bersani, in gara con Un pallone, canterà My sweet Romagna (Romagna mia) con Goran Bregovic
3 – Dolcenera, in gara con Ci vediamo a casa, canterà My life is mine (Vita spericolata) con Professor Green
4 – Pierdavide Carone e Lucio Dalla, in gara con Nanì, canteranno Anema e core con Mads Langer
5 – Irene Fornaciari, in gara con Il mio grande mistero, canterà I who have nothing (Uno dei tanti) con Brian May
6 – Emma, in gara con Non è l’inferno, canterà If paradise is half as nice (Il Paradiso) con Gary Go
7 – Matia Bazar, in gara con Sei tu, canteranno Speak sofly love (dal film Il Padrino) con Al Jarreau
8 – Noemi, in gara con Sono solo parole, canterà To feel in love (Amarsi un po’) con Sarah Jane Morris
9 – Francesco Renga, in gara con La tua bellezza, canterà El mundo (Il mondo) con Sergio Dalma
10 – Arisa, in gara con La notte, canterà Que serà (Che sarà) con José Feliciano
11 – Chiara Civello, in gara con Al posto del mondo, canterà You don’t have to say you love me (Io che non vivo) con Shaggy
12 – Gigi D’Alessio e Loredana Bertè, in gara con Respirare, canteranno e Auf Der Welt (Piccolo Uomo) con Nina Hagen
13 – Eugenio Finardi, in gara con E tu lo chiami Dio, canterà Surrender (Torna a’ Surriento) con Noa
14 – Marlene Kuntz, in gara con Canzone per un figliocanteranno The world became the world (Impressioni di Settembre) con Patti Smith

 Inutile dilungarci sull’improbabilità di certi abbinamenti (che male ha fatto Chiara Civello alla sua casa discografica per guadagnarsi il duetto con Shaggy?), come anche sulla levatura di certi ospiti internazionali (Sergio Dalma?!). Di certo sentiremo la mancanza di Toto Cutugno (che pare si sia visto rubare il posto dai Matia Bazar, sacrilegio!), ma noi che eravamo rimasti delusi dalla smentita partecipazione di Emanuele Filiberto in coppia con Morgan avremo pane per i nostri denti.

Le riproduzioni in cera di Gigi D'Alessio e Loredana BertéLe riproduzioni in cera di Gigi D’Alessio e Loredana Berté

Alcune preziose perle di commento:
– “Abbiamo voluto fare un Sanremo di respiro internazionale”
– “L’Italia è il secondo esportatore di musica nel mondo dopo l’Inghilterra”
– “Pierdavide Carone viene dalla scuola di Maria de Filippi ma è un ottimo cantautore, ricordiamoci che ha scritto il pezzo che portò al successo Valerio Scanu” [l’indimenticata “In tutti i luoghi, in tutti i laghi…”, n.d.r.]
– “Brian May è un grandissimo musicista, ha scritto Ui Uill Rocchi e De Sciò Mas Go Oh
– “L’esibizione con Irene Fornaciari sarà emozionante, ricordiamo che dopo la morte di Freddie Mercury Zucchero era uno dei candidati a sostituirlo nei Queen”
– “Chiedi nel mondo chi è Adriano Celentano! Chiedi a Giuliano dei Negramaro! Chiedi!”
– “Celentano è un grande artista internazionale! Chi altro fa ancora scalpore nel mondo dopo cinquant’anni di carriera?” “Madonna!”

Mrs. Premise

X Factor 5 – La finale

Le telecomari hanno degli amici.
O degli assi nella manica, se preferite.
Va bene: delle losche spie.

Fatto sta che abbiamo lanciato Roberta Talia in una casa con decoder Scai e lei si è sorbita al posto nostro la finale di X Factor 5, e adesso eccola qui, accucciata sul nostro divano, quasi incolume (lei, non il divano; il divano pure sta benissimo, grazie per esservi preoccupati) a raccontarcela.

Accucciamose un momentido, e parlamo.

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Questo è il rescoconto della finale di X-Factor 5 fatto da una che, per protesta, non ha visto neanche una puntata del suddetto reality (tranne l’ultima, appunto) dopo l’INGIUSTA E BARBARA eliminazione di Giulio Montagna.

Ieri però, causa num. 4 pizze presenti a disposizione del gruppo d’ascolto, mi sono recata ad assistere alla suddetta finale.

I finalisti erano, come forse voi sapete, tali:

Antonella: pizzaiola lesbo-rock convertita al glitter e ai tacchi dai sapienti guru dell’immagine di XF5, guidata da Arisa;
Francesca:
sedicenne mite e coraggiosa che insegue il proprio sogno, plagiata da Simona;
I Moderni:
i Black Eyed Peas torinesi, stravaganti e seguiti da Elio.

I concorrenti avevano l’onore di duettare con tre big: la sempre troppo allegra senza motivi apparenti Irene Grandi con Francesca, la sempre più muscolosa Mannoia con Antonella e la sconosciuta ai più Emeli Sandè con i Moderni.
MAIODICO l’italiano medio, che la conosce Emeli Sandè? Che una canzone ha fatto!

Comunque, dei duetti non ci frega una mazza; unica nota di colore: lo sapete che la Mannoia ha fatto la controfigura per Monica Vitti? Dopo essere stata menata abbastanza al suo posto nel film di Sordi Amore mio aiutami, ha appeso i cerotti al chiodo e ha deciso di cantare.

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Sono cose che secondo me dovevate sapere. Dovete anche sapere che, come ci è stato fatto notare da @matteobordone, la Mannoia è uguale ad Anna Mazzamauro.

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Insomma, veniamo al sodo: Morgan ha duettato con Asia Argento.

Sì, i nostri Kate Moss e Johnny Depp dei poveri hanno cantato una canzone insieme: Indifference. Schiena a schiena, appoggiati a una specie di scudo con tutte le M di Morgan e le A di Asia appiccicate sopra, lo scudo girava e loro si contorcevano pieni di πάθος, e pure noi ascoltavamo pieni di πάθος, ma proprio nel senso di SOFFERENZA perché la canzone era UNAMMERDA  parecchio brutta.

Miglior tweet a riguardo:

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Una cosa inascoltabile, da farti sanguinare le orecchie, da farti rimpiangere pure la Ventura che canta. Una canzone che però, attenzione, «è stata ispirata da Gli Indifferenti di Moravia», proprio così ha detto Asia, che mica sono come noi che passiamo la sera a strafogarci di pizza alle melanzane e guardare i reality, no, loro leggono Moravia bevendo vino rosso e scrivendo canzoni perché «siamo sempre stati creativi».

Asia, ma tuo marito che dice?

Non avevi detto che eri appagata dal matrimonio, che «il lavoro mi interessa solo per pagare il mutuo», che i tatuaggi erano «una scelta affrettata», che prima «era difficile sopravvivere essendo sempre se stessi. Così, mi sono inventata un personaggio», che desideravi solo «la pace nel mondo»? (sì, sì, l’ha detto qui e qui)
Perché, di grazia, sei vestita di pizzo nero e canti con il tuo visibilmente innamorato di te ex una canzone scritta da voi nel 2005?

Tutto ciò avrebbe dovuto chiedere quel manichino di Cattelan. Invece no: «Ora Asia se ne va». MACHECAVOLODICI, fai il conduttore, fai ciò che ogni Barbara d’Urso farebbe, chiedi, indaga, COMMUOVICI.

Che poi è proprio cattivo dire a Morgan «ora Asia se ne va», dai, pensa quante volte ha sentito ’sta frase.

Il resto di XF5 prosegue secondo copione: vince Francesca (dopo aver cantato le strategiche acchiappavoti Hallelujah e Someone like you di Adele), Simona commossa ripete in loop «non è un paese per vecchi» perché Francesca ha sedici anni e va sostenuta per questo (ma mica è un merito eh, li abbiamo avuti tutti, mah) e «Abbiamo vinto!».

Chiudo con il momento migliore della serata: il pugno di Elio ad Arisa. Solo 13 visualizzazioni per questo capolavoro.

Alfonso uno di noi (o quasi)

Chi l’avrebbe mai detto.

Una telecomare parla di Enrica, la maniglia amica, su Twitter.

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E succede che due giorni dopo, all’improvviso, Alfonso Signorini mostri il suo entusiasmo per Enrica, la maniglia amica, su Twitter.

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Sarà che abbiamo visto troppe puntate di Kazzeng…ehm, Voyager, ma a noi la domanda sorge spontanea: Alfonso ci fa o ci legge?