La nave di Barbara

Nessuno si sarebbe aspettato una tragedia come quella della Costa Concordia, sulla quale non intendiamo spendere parole, limitandoci a un interdetto silenzio.

Quello che ci aspettavamo, però, era che in quelle acque qualcuno ci avrebbe sguazzato.
La nostra ineffabile Barbara D’Urso. Lei, giornalista, mamma, donna, cacciavite a stella.
Era pronta fin dall’inizio della puntata a sviscerare tutti gli aspetti della questione, per farli capire alla ggente semplisce (che, tradotto, significa “voi poveracci che non capite un’acca”).

Ggente semplisce

Forse non tutti sanno che, prima dell’inizio ufficiale della puntata di Pomeriggio 5, Barbara spesso viene beccata in un simpatico fuori onda (COMPLETAMENTE IMPROVVISATO E AUTENTICO, come vi permettete!) in cui la vediamo tra la ggente del suo pubblico, mentre scherza, ringrazia, gioca con il suo staff, scarta regalini, che fa tanto casa.
Il fuori onda di oggi l’ha invece beccata in un momento di altissima serietà, come altrimenti non poteva essere.  “Scusate, ma ero qui coi miei giornalisti…”, un po’ come i sottoposti del lessico fantozziano. Insomma, c’è ggente che attraverso il blog di Barbara vuole testimoniare e raccontare la propria disavventura sulla Concordia. Tutti da lei. Tutti.
E poi, dopo la pubblicità, la sigla (che, per inciso, è “Follow you, follow me” dei Genesis suonata dalla Royal Philharmonic Orchestra) e poi si inizia sul serio.

Ella avanza, sinuosa e di bianco e nero vestita. Il pubblico applaude, lei sorride, ma subito si ricorda che oggi tocca star seri, oh, c’è ’sta storia della nave.

“Ci dispiace non potervi regalare subito un sorriso, ma…”, insomma, ’sta nave, signo’.

Via col primo servizio. Le immagini confuse di YouReporter, le urla, coperte dal sottofondo musicale col perfetto pianoforte in minore che sottolinea il dramma, nel caso ce ne fosse bisogno.
Ché una nave che si incaglia a cento metri dalla costa, si inclina completamente da un lato con le vite di oltre quattromila persone messe a repentaglio non è un vero dramma, se sotto non ci metti un piano in minore.
Parte il collegamento con l’inviata sul posto, “la mia collega”, specifica giustamente Barbara.
Facciamo due conti: “Mi confermate che purtroppo c’è una settima vittima?”

Barbara nella sua magistrale espressione sinceramente contrita

L’inviata smentisce.
Barbara non ci resta male, lei non è una pivellina come Vespa, che lascia intravedere il dolore autentico per la tragedia mancata. Barbara si sublima. Si madonnizza a mani giunte per la bella notizia e il pubblico catarticamente applaude.

Tra i superstiti al naufragio della Concordia avrete notato una ritrovata Francesca Rettondini.

Una ritrovata Francesca Rettondini

Ueilà! Da un po’ noi Telecomari ci chiedevamo “Ma che fine ha fatto Francesca Rettondini?”.

Ecco, era in crociera. Stanata dal naufragio, eccola letteralmente riemergere prima all’Arena di Giletti (dove, attenzione, è stata una delle pochissime voci utili a raccontar qualcosa di quello che era successo) e oggi da Barbara, che però l’ha fatta parlare poco, preferendo dare spazio alla ggente semplisce, come nel suo stile.

Cosa vuoi che sia aver visto la morte in faccia, aver visto sfumare ferie, bagagli, a fronte di chissà quanti mesi di incubi ricorrenti garantiti; cosa vuoi che sia tutto questo, se poi vai da Barbara e scrivono il tuo nome in sovrimpressione con sotto la didascalia “Superstite tragedia crociera”.

Poi, il mistero.
Tra i dispersi, purtroppo c’è anche una bambina.
Barbara ci mostra la sua foto
.
A noi, sinceramente, il motivo sfugge.

Forse la bambina è sull’Isola del Giglio?
Ma non ci sono le autorità che sono preposte proprio alla ricongiunzione dei dispersi coi familiari, sull’Isola del Giglio?
Perché, Barbara, ci mostri la foto di una bambina dispersa in un naufragio?
Perché “Se qualcuno di voi ci ascolta dal fondale del Mediterraneo, se ci sono pesci o meduse all’ascolto, segnalateci se vedete passare questa bambina”?
Mistero della tele.

Intanto, Anza e Aggi* si rincorrono, e lei sguazza, sguazza tetra e matronale in tutto ciò.

Ma adesso andiamo nel paese d’origine del comandante!
Dai dai, andiamo a sentire se era una brava persona o se magari in paese già sapevano che avrebbe fatto quella manovra azzardata. Che so, magari parcheggiava sempre in doppia fila, divelleva specchietti, cose così… magari si capiva, magari ascoltando la ggente semplisce del paese del comandante tutto questo si poteva evitare.

Ma ormai è successo, e Barbara non poteva fare a meno di sguazzarci.
Però adesso basta, ci colleghiamo col Grande Fratello.
Perché la nave affonda, la Casa no.


* Ansa e Agi, ma nell’enfasi le agenzie di stampa cambiano nome, così come voialtri poveracci diventate ggente semplisce.

Mrs. Conclusion

AGGIORNAMENTO

Intanto, non lontano da Gotham City e dagli studi di Pomeriggio Cinque…

“Di chi è la colpa?”

3 thoughts on “La nave di Barbara

  1. Pingback: La Crociata sul Due: Ai Telecomandi! | Telecomari

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