Accucciàmose un momentido…

Ma chi l’ha detto che la ruota è la più grande invenzione della storia? Via ‘ste ruote! Basta ruote! Hai voluto la bicicletta? E mo levagli le ruote!
L’ideona è dei laboratori Richter. Sì, gli stessi di Enrica, virgola, la maniglia amica.
Si chiama Dual Bike, eccola.


Come testimonia con disarmante chiarezza la signora Angela Vivenza, si può fare sport senza avere voglia di fare sport. Si legge anche sui giornali, che serve fare sport, nella vita. Ma la signora Vivenza proprio non ci ha voglia. Come fare?
Inganna te stesso! Mettiti sul divano e pedala per seicento chilometri! Chi vuoi che se ne accorga? Ignora bellamente l’acido lattico che ti esce dalle orecchie, e pensa che in realtà sei seduto, ehi, seduto sulla tua sedia preferita (a pedalare come se non ci fosse un domani).
Non è come una cyclette, perché la cyclette è a forma di bici, e quindi è come uscire col freddo, con la pioggia…arriviamo a dire che è quasi come andare in palestra, in mezzo a tutti quegli aggeggi infernali, figli – ça va sans dire – del demonio.

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Da sempre, la palestra è fonte di insidie.

E poi, con la cyclette, non ti senti mica “comodamente a casa tua”. Sarai in casa, forse (e pure questo è da vedere), ma comodo senz’altro no. Con Dual Bike usi una sedia, una poltrona, quello che vuoi: dalla tua Luigi XVI preferita, fino a una raffinata Thonet, o alla più dozzinale delle seggiole di paglia. L’importante è mettere la chiappa a proprio agio.
Sistema Dual Bike negli angoli più improponibili di casa tua, come mostra il video esplicativo: al centro esatto del salotto, nell’ingresso, o davanti al televisore mentre la tua famiglia sta cercando di guardare “Chi l’ha visto?”.

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Le mille possibili collocazioni di Dual Bike (comodamente) a casa tua.

Smettila di rubare bici, smontargli il sellino e montargli dei pedali al posto del manubrio! E smettila con marchingegni complicati, pericolosissime uscite di casa o iscrizioni in palestra potenzialmente fatali.
Da oggi per essere in forma ti bastano una sedia e Dual Bike: accucciàmose un momentido, e pedalàmo.

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Switch on!

il nuovo mondo di cattivo gusto dischiusosi ai nostri occhi

E così anche da noi è arrivato lo switch-off: si è spento definitivamente il segnale analogico e tutto è passato al digitale. Il pinguino poggiato sul nostro tele lo temeva molto, ma noi ancora di più. Non sapevamo se il segnale sarebbe stato sufficiente a coprire il nostro fabbisogno catodico.
Ci sono voluti un paio di giorni, però, per renderci conto che eravamo stati ampiamente soddisfatti. Un mare di nuovi canali si è aperto dinnanzi ai nostri occhi increduli e sotto i nostri polpastrelli unti. Al di là dei canali che ci permetteranno di fare bella figura alle feste, sfoggiando conoscenze su com’è fatto un oboe, o sulla storia del portinaio albino della sorella della balia di Hitler, o sulla ricetta della torta di cioccolato molecolare e puffbacche del fantabosco, il vero paradiso di una telecomare sono le tv locali. Esse sono anche il vostro paradiso, anche se voi non lo sapete ancora. Affidatevi con fiducia a Tele A, Spazio Tv, Italia 53, il canale Eduardo (con la sua preziosissima gemma Salotto Tolino, di cui avremo modo di parlarvi ancora) e qualsiasi altro canale la risintonizzazione vi riproponga. Non abbiate paura.
E soprattutto, non cambiate canale. Neppure durante la pubblicità. Soprattutto durante la pubblicità.
Prendete questo spot, ad esempio.

Un anziano signore cucina amorevolmente una zuppa di legumi sulla fiamma viva del caminetto. In quella, giunge la sua nipotina – palesemente trentottenne – che però crederemo inossidabilmente piccina in virtù delle trecce. Ella chiede ingenuamente al nonno cosa stia facendo, quand’ecco che scopriamo che il nonno è il sosia vocale di Alberto Lupo. E scopriamo anche che la piccina – a trentotto anni – non conosce i più elementari termini della lingua italiana, come “tradizione”.
La tradizione è quella della famiglia Schioppi, che seleziona da ben quattro generazioni i legumi più genuini… un attimo. La piccina non sa nemmeno cosa voglia dire “genuini”. La famiglia Schioppi dovrebbe investire parte dei proventi delle zuppe in un’enciclopedia. Anche un’Encarta. Pure masterizzata, eh.
Però, seppur ignorante come un cesto di cucuzze, la nipotina apprezza eccome il prodotto del lavoro della famiglia. E ne chiede ancora.
E, a giudicare dalla mole della creatura, alta un metro e novanta in presunta preadolescenza, il nonno l’avrà senz’altro accontentata.
Potrete farne a meno anche voi? Noi no di sicuro.

Mrs. Conclusion

Il segreto dell’eterna giovinezza

Immaginatevi mentre vi svegliate alle sei e trenta del mattino, con i capelli arruffati e gli occhi cisposi, alla disperata ricerca di una tazza di caffè e di un cibo ipercalorico che vi alzi la pressione. Oppure immaginatevi mentre rientrate a casa il venerdì notte, sempre con i capelli arruffati ma con in più il trucco sciolto, dopo una serata di stravizi e gozzoviglie.
In entrambi i casi, troverete il telecomando e accenderete la tv. E nel 90 per cento dei casi vi imbatterete in lei.

Jill Cooper. Che appunto va in onda alle ore più insulse e moleste, con la verve più immotivata di tutto il pianeta (perché sarebbe immotivata alle sei del pomeriggio, figuratevi alle sei di mattina o alle tre di notte) con i suoi mini-show di fitness.
Per voi, simpatici fortunelli che non conoscete Jill Cooper, eccovi una breve descrizione. Immaginate una cavallona che scoppia di salute, coi capelli biondi come Barbie, la voce squillante come Alessandra Mussolini e l’accento di Dan Peterson (anche lei sta da vent’anni in Italia, ma niente: non c’è verso). Immaginate che codesta giovenca del Kansas insista da anni nel voler farvi dimagrire a ogni costo.

Jill Cooper e il suo totem.

Un momento, non ogni costo: in genere il costo varia dai 19.90 € ai 99.90 €, spese di spedizione incluse. Perché Jill è la personal trainer da attrezzo, e gli attrezzi che usa si vendono. E lei ci tiene un sacco. Lei vuole che tu sia magra, che la smetta di tenere il culo sul divano e inizi a sudare sulle molle infernali di Ab Rocket, che ti tiene la schiena in asse mentre ti spacchi di addominali. Capite bene che noi, che sul divano ci viviamo, ci sentiamo punti nel vivo dagli urletti di Jill. Che non si stanca di urlare, di dirci che quell’attrezzo lì ci cambierà la vita, che siamo dei cretini a ostinarci a fare gli addominali come facevano i nostri antenati. Sciocchi, non lo vedete che i vostri antenati sono morti tutti?

Jill Cooper in un momento di relax a casa sua (il divano ce l'ha, ma non lo usa).

Mentre la guardi, e ti chiedi se per caso non sniffi i vapori di Pino Silvestre nelle docce della palestra, per essere così entusiasta di qualsiasi cosa (“Ab Rocket ti sorregge la schiena!”, “Ab Rocket ha tre livelli di intensità!”, “Questo studio ha una porta!”, “Io ho i capelli biondi!”), ti rendi conto che Jill non sta facendo un piegamento che sia uno. Fanno tutto Gina, Pina e Dèboroh, i suoi assistenti. Lei gli va vicino e li incita, ma non si muove…anzi, le leggi negli occhi quella voglia unta di Burger King che probabilmente soddisferà alla fine della registrazione.
E quando tu starai digitando il numero di telefono di Media Shopping perché vuoi degli addominali bellissimi entro luglio, Jill starà ruttando la terza porzione di Onion Rings.

Come tutti i personaggi televisivi di bassa lega, adesso anche Jill ha scritto un libro. Del resto, lo fanno Vespa e Antonella Clerici (anche insieme, ma questi sono altri drammi, che ci riguardano meno), non v’è ragione per cui non lo faccia anche lei.
E quindi eccola, la nuova Bibbia del fitness: Il metodo ANTI-ANTA.

Il segreto dell'eterna giovinezza: il metodo ANTI-ANTA.

Lasciate perdere la ginnastica con le scope e i piegamenti sulle sedie: la partita per restare in forma e sempreggiovani si gioca tra gli sportelli della vostra cucina.
L’anta è un attrezzo pericoloso. Una folata di vento, un movimento inconsulto, e zac!, ci si apre in faccia lasciando indelebili rughe. O viceversa, si chiude all’improvviso su una mano, sul mignolino del piede, e zac!, dolore –> corrucciamento –> rughe.
Le ante sono le migliori amiche delle rughe. Nelle case americane si sta già provvedendo alla loro progressiva e sistematica eliminazione, in favore di più rilassanti cassettiere e sportelli scorrevoli. Avete mai visto armadi con le ante in Sex & the City? Pensateci.
E pensate a Jill Cooper. La notte, invece di cambiare canale, smontate le ante dei pensili della cucina e cominciate anche voi una nuova vita.
Felici, gggiovani e con la mobilia mutilata.

Alfonso uno di noi (o quasi)

Chi l’avrebbe mai detto.

Una telecomare parla di Enrica, la maniglia amica, su Twitter.

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E succede che due giorni dopo, all’improvviso, Alfonso Signorini mostri il suo entusiasmo per Enrica, la maniglia amica, su Twitter.

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Sarà che abbiamo visto troppe puntate di Kazzeng…ehm, Voyager, ma a noi la domanda sorge spontanea: Alfonso ci fa o ci legge?

Enrica, la maniglia amica!

Laboratori Richter? Come la scala di misurazione dei terremoti? Davvero? Per un accessorio che deve regalare stabilità? Ma sul serio?

E sia.

Tre ventose, un segnale verde che indica la presa perfetta. E ti ci attacchi di brutto.
Questo potrebbe essere un sunto approssimativo delle funzioni di Enrica, la maniglia amica. Ma essa è in realtà la vera svolta evolutiva dell’umanità. In confronto, il pollice opponibile è una suoneria di Virgola il Gattino, che non è proprio un esempio di Grossa Svolta Evolutiva Dell’Umanità.
Per esempio, guardate al minuto 1.18: come facevate a depilarvi le gambe fino ad oggi, senza Enrica, la maniglia amica?
Persone intrappolate per settimane all’interno del box doccia, impossibilitate a uscirne perché prive di un appiglio sicuro.
Al minuto 1.50, la drammatica testimonianza di Pinella Sinibaldi, che – dopo sei mesi di reclusione all’interno della sua vasca – è stata tirata fuori dalla potenza di Enrica, la maniglia amica.
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Quanti di noi possiedono una bellissima villetta a due piani, frutto di anni e anni di sacrifici, eppure non hanno mai potuto esplorarne il piano superiore, perché salire le scale senza Enrica, la maniglia amica, è un azzardo che nemmeno il più incosciente di noi commetterebbe mai.
E siccome la sicurezza non è mai abbastanza, i prestigiosi laboratori Richter ti regalano una maniglia in omaggio! Potrai organizzare feste a tema nel tuo bagno, facendo attaccare i tuoi ospiti ai due lati della stanza.
Ma, al minuto 3.00, il dramma. Il Vecchio Che Casca in Vasca.
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Studi clinici dimostrano che, facendosi la doccia con l’acqua chiusa e il costume da bagno, il rischio di caduta aumenta del 42%. Ecco perché Enrica, la maniglia amica, è un vero salvavita.
Al minuto 4.35, il signor Scaccabarozzi ci si attacca anche per rilasciare meglio l’intervista: Enrica, la maniglia amica, infatti, regala più enfasi alle tue dichiarazioni. Image
Non riuscirete più a lavarvi i piedi, senza Enrica, la maniglia amica.
Non potrete più arrampicarvi per raggiungere Enrica, la maniglia amica, senza Enrica, la maniglia amica.
Approfittatene: è un’offerta che non durerà per sempre.

Mrs. Conclusion