Perché Sanremo è Sanremo? – Emma, Noemi, Chiara Civello

Continuiamo a conoscere gli artisti di Sanremo 2012.

Emma Marrone, che ha inspiegabilmente scelto di togliere il Marrone dal suo nome d’arte, era in tv già nel 2003. All’epoca, infatti, su Italia1 c’era Superstar Tour, una specie di reality-talent condotto da Daniele Nuovetendenze Bossari. L’obiettivo era quello, nemmeno tanto nuovo, di creare una band a tavolino. Nascono così le Lucky Star: Laura Pisu, Colomba Pane ed Emma (Marrone).
Il look della cantante salentina era totalmente diverso da quello attuale. Aiutiamoci subito con un contributo video della hit delle Lucky Star: Stile.

Sì, questa era la hit. Abbiate pazienza.
Sculettanti, ammiccanti, truccate come si confà a una figlia degli Anni Ottanta, ovvero più o meno come Marge Simpson col fucile sparatrucco.

Immagine esplicativa delle sessioni di trucco delle Lucky Star

Stile ne aveva, eh, ma niente di più lontano dalla ragazza aggressiva col cuore tenero approdata ad Amici di Maria de Filippi (ha vinto la nona edizione), diventata poi idolo delle folle e ragazza che ci tiene a dimostrare di avere una testa sua (l’abbiamo vista in evidente imbarazzo ospite da Alfonso Signorini in una surreale prima puntata di Kalispéra).

Un caro saluto al lookmaker di Emma

Ma torniamo ancora al video di Stile. Vediamo immagini di (fintissimo) backstage, perché ’ste ragazze stavano lì a provare e riprovare finché il pezzo non è venuto come si deve. Dormendo in sala prove, ripetendo mille volte il ritornello, indossando tute improponibili: insomma, un acconto sull’avventura defilippiana vissuta qualche anno dopo dalla povera Emma.

Noemi, un’altra uscita da un talent, ma con meno scheletri nell’armadio rispetto ad Emma. Almeno Noemi non ha avuto una girlband che ha evitato di menzionare in qualsiasi intervista una volta avuto successo. Noemi l’abbiamo conosciuta come la cantante fricchettona, allegra, un po’ ragazzaccio, della seconda edizione di X Factor.
Con gli anni, Noemi ha imparato a pettinarsi, truccarsi (o a star ferma mentre altri lo fanno al posto suo) e indossare le scarpe: così adesso sembra proprio un clone gggiovane di Fiorella Mannoia (con cui peraltro ha duettato).

Un caro saluto al lookmaker di Noemi

A dire la verità, le Telecomari uno scheletro piccolo piccolo nell’armadio della bella Noemi l’hanno trovato, ma è lei stessa a vantarsene: pare che, quando aveva pochissimi mesi, fu ingaggiata per uno spot dei pannolini Pampers. Lei non ricorda granché di questa esperienza: forse è per questo che se ne vanta in giro.
Dopo i pannolini e prima di X Factor, però, l’abbiamo scovata in questo video di Pier Cortese.
Chi?

Esatto. Però ci sono pure Alessandro Cattelan, gli Zero Assoluto, Eleonora Giorgi, Lucilla Agosti, Valeria Bilello, Camila Raznovich, Gabriele Cirilli, Andrea Pinketts, e altri.
Almeno uno tra tutti questi lo riconoscerete, su.


Chiara Civello partecipa a Sanremo perché non ha guadagnato una lira dal brano che porta. Messa così, non è proprio una cosa di buon auspicio, ma tant’è. Al posto del mondo l’aveva già presentato alle selezioni di Sanremo Giovani nel 2010, ma non ce l’aveva fatta.

Un caro saluto al piastrellista di Chiara Civello

E siccome “non ha avuto riscontro economico” dalla canzone (leggi “non ci ha tirato su nemmeno un soldino delle merendine omonime”), il regolamento prevede che possa ripresentarla quest’anno. Daje, Chiara.
Molti in Italia non la conoscono, perché ha vissuto e lavorato soprattutto all’estero: a Boston, col gotha del jazz.
Ma se siete avidi consumatori di telenovele brasiliane, e non vediamo per quale ragione tutti voi non dovreste esserlo, riconoscerete la sua voce insieme a quella di Ana Carolina nella sigla di Passione, di cui vi mostriamo lo strabiliante sito web. Occhio al malandro italiano, ovvero – ça va sans dire – la canaglia di turno.

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Solo buone notizie a Kalispéra!

Intro
“Qui da me, solo buone notizie”. Signorini ci minaccia già dai primi dieci minuti, e noi quasi ci spaventiamo, pensando a quali buone notizie potrebbe tirar fuori uno come Signorini in tempi come questi.
E infatti non è vero. È peggio.
Sono le solite cattive notizie (la crisi, l’ici, il governo, il nuovo cinepanettone) annacquate fino ad essere digeribili. C’è la crisi, il mondo è malvagio, ma per fortuna, amici, che il venerdì sera possiamo ancora ritirarci a casa di Alfo a fare pettegolezzo e smaltarci le unghie. Perché, signora mia, il concetto è che quasi quasi (ok, senza “quasi quasi”) si stava meglio prima. Si fidi, signora, glielo dico direttamente da casa Signorini. Si fidi.
Peccato non aver contato quante volte è stata detta la parola “crisi” e quante volte ci si è lamentati delle tasse e velatamente anche del Governo.

A noi casa di Alfo non piace molto. L’effetto è quello di una brutta festa in casa, dove si resta tutti seduti in attesa che qualcuno dica qualcosa di brillante, ma nessuno dice niente perché sono tutti lì per educazione, contro la loro volontà. Pieraccioni lo dirà proprio, a un certo punto: “Se non c’era la crisi io mica stavo qua”. Ad accompagnare Signorini che canta La Canzone del Sole come al peggiore dei falò di Ferragosto. Scappa, Leo, lascia perdere, facciamo una colletta, ma smettila, sei più inquietante delle tette sessantenni di Cicciolina.
Ops. Ilona Staller mostra il meglio di sé (o il peggio, dipende dai punti di vista) in direttaMa andiamo con ordine.
Quando ci siamo messi sul divano, non avremmo mai immaginato di doverci restare per tre ore. Fatto sta che, alla fine della prima puntata di Kalispéra, quelli di noi che son sopravvissuti allo stillicidio hanno benedetto la pubblicità, che ci ha permesso di alzarci ogni tanto evitando così le piaghe da decubito.
Siamo stati un po’ confusi dal videomessaggio augurale di Simona Ventura in apertura di puntata; non tanto per la quantità di botox che le paralizzava la faccia, quanto perché ci sfuggiva l’utilità del passaggio. Cos’è, l’Italia a fine anno si becca il messaggio del Presidente Napolitano e i sudditi del Signoregno si beccano la Ventura che con viva e vibrante soddisfazione apre le danze di Kalispéra? Mah, siamo rimasti perplessi e senza risposte. Coerentemente perplessi ci ha lasciati anche l’imitazione della Ventura di Gabriella Germani: lunga, barocca, e non faceva ridere. Rideva soltanto il buon Alfonso, forse perché due lire per pagarla ce le ha messe di tasca sua. Forse però la Germani una funzione ce l’ha: più tardi, molto più tardi (dio mio, ma quanto è diventato tardi?!) la ritroveremo in versione Mara Carfagna: canterà e farà una pessima figura. L’uscita della Carfagna (vera) dal Pdl è sancita.

I colpi di genio
1) i cani. Ci sono due cani, in studio, abilmente addestrati a star buoni e sempre a favore di camera: perché il cane fa tanto casa tranquilla, il cane che sonnecchia ai piedi dell’intervistato di turno fa tanto chiacchiera intima dopo cena… e il cane ispira fiducia. Uno dei due cani si chiama Vespa, ed entra scodinzolando al suono del campanello di Porta a Porta. Interessanti citazioni.
2) La zia Ester. L’ospite fisso, opinionista e adorabile pungingball, è la vera zia di Alfonso Signorini: la signora Ester, che esprime pareri apparentemente spassionati e viene puntualmente zittita da quasi tutti (Belen però l’adorerà). Dunque, uno dei giochi preferiti del salotto di Kalispéra è “Zittisci la vecchia”. Soprattutto, la si prende in giro perché non conosce i social network, vera innovazione di questa edizione di Kalispéra: ci si collega via skype con gli spettatori (un giro di ChatRoulette sarebbe stato molto più interessante), si leggono i commenti su facebook (solo quelli buoni), si leggono i tweet su twitter (solo quelli buoni – non a caso non citano quelli delle #telecomari).
È tutto funzionale alla web revolution della nuova destra che avanza. I cani scondinzolano.

Gli ospiti
È un continuo viavai di nani e ballerine, questo salotto di Signorini, proprio come alle feste uscite male. E collegamenti con le case degli amisci. Tipo casa Bonolis, la cui parte più interessante è il pappagallo che gli svolazza intorno. Lui, Paolo, si annoia e non cerca di mascherarlo. Giusto il tempo di annunciare che twitter non lo sa usare (e quindi tutti i suoi profili sono fake) e chiudono il collegamento come una telefonata di circostanze con la zia: beh, che ti devo dire più, possiamo anche chiudere, ciao eh, cià.
Il padrone di casa, certo, non è dei migliori. Uno che invita il padre di Marco Simoncelli e non può fare a meno di cadere nell’immortale (ops) classico «Suofiglioèmmorto: come si sente?». Come stracavolo vuoi che mi senta: un fiore. E infatti il padre del Sic piange. Kate, la fidanzata del Sic, no. E dire che c’è tutto quel che serve: c’è l’errevuemme, c’è la musica commovente, c’è Biagio Antonacci, c’è la gigantografia di Marco che salta gioioso messa lì con nonchalance, proprio di fronte ai suoi cari. La telecamera stringe sui suoi occhi leggermente a mandorla: primissimo piano. Brillano, ma sono asciutti.
Ne devi mangiare di pane duro, Alfo, prima di arrivare ai livelli di Barbara d’Urso.
Noialtri, sul nostro divano, ci interroghiamo sul perché due persone così si trovino in quel covo di vipere. Avranno pensato che potesse essere un modo come un altro per raccogliere fondi per l’ente benefico istituito a nome di Simoncelli. Salutano, ringraziano, incassano la standing ovation e vanno via.
Mistero della tele.
Appena novanta secondi dopo, su quella pozza di lacrime danzeranno dei corpulenti signori in abiti tirolesi. Raccogliamo le mascelle e ci adeguiamo anche noialtri a “The show must go on a cazzo di cane”. Senza uno stacco pubblicitario, senza una televendita, senza un respiro, via: non capiamo neppure noi come siamo stati catapultati dal dolore autentico della famiglia Simoncelli a questi che ballano lo yodler. Lo yodler!

Eppure siamo ancora svegli. Lo resteremo molto meno più tardi, perché – ci teniamo a ripeterlo – questa prima puntata è stata interminabile. Uno stillicidio, davvero.
Ma è tempo della seconda cinemarketta. Vacanze di Natale a Cortina: ecco materializzarsi Sabrina Ferilli, vestita per l’occasione da albero di Natale, e Cristian De Sica, geneticamente elegante.
Partono gli aneddoti di De Sica sulla vita di papà. C’è confidenza, amicizia, Signorini vagheggia di cene. Il nostro pensiero corre a un grande classico.

È la volta di Sabrinona. Donna di sinistra, dice. E Alfonso se ne ricorda, e non perde occasione di farle una domanda sull’attuale sinistra. Della quale, naturalmente, Sabrina non può fare a meno di lamentarsi. Risultato: a noi telecomari arriva il messaggio che l’elettorato di sinistra è insoddisfatto della sinistra. E che la sinistra è pessima. Così, en passant.
Ma il personaggio politico della serata è un altro. Dopo l’orrendo talent show improvvisato (quanto citazionismo, in questo Kalispéra!) in cui Santarelli, Satta e Prati gareggiano per guadagnarsi il premio della più seducente a colpi televoto (TELEVOTO! A MEZZANOTTE PASSATA E CON UN NUMERO A PAGAMENTO!), Alfo sfodera l’asso nella manica: Ilona Staller.
Ilona ci allieterà anche con una nenia inascoltabile nonostante una parte del nostro cervello stia già dormendo. Ed è troppo, davvero, vederla contorcersi suadente finché il corpetto del vestito non si abbassa, mostrando i capezzoli di una donna che ha appena ricordato di avere sessant’anni.
Alfonso cerca di coprirla con la sua giacca, fintamente imbarazzato, lei, fintamente ribelle, lo scosta e continua, sistemandosi malamente il vestito e lasciandoci a vista un capezzolo solo.
Grazie per la concessione, Ilona. Non ci pare vero che a questo punto Alfonso, le sue comari, la colf, i cani, e la zia Ester (incredibilmente più sveglia di noi) ci salutino e ci diano la buonanotte.
Grazie, Alfonso, non ci speravamo più.