X Factor 5 – La finale

Le telecomari hanno degli amici.
O degli assi nella manica, se preferite.
Va bene: delle losche spie.

Fatto sta che abbiamo lanciato Roberta Talia in una casa con decoder Scai e lei si è sorbita al posto nostro la finale di X Factor 5, e adesso eccola qui, accucciata sul nostro divano, quasi incolume (lei, non il divano; il divano pure sta benissimo, grazie per esservi preoccupati) a raccontarcela.

Accucciamose un momentido, e parlamo.

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Questo è il rescoconto della finale di X-Factor 5 fatto da una che, per protesta, non ha visto neanche una puntata del suddetto reality (tranne l’ultima, appunto) dopo l’INGIUSTA E BARBARA eliminazione di Giulio Montagna.

Ieri però, causa num. 4 pizze presenti a disposizione del gruppo d’ascolto, mi sono recata ad assistere alla suddetta finale.

I finalisti erano, come forse voi sapete, tali:

Antonella: pizzaiola lesbo-rock convertita al glitter e ai tacchi dai sapienti guru dell’immagine di XF5, guidata da Arisa;
Francesca:
sedicenne mite e coraggiosa che insegue il proprio sogno, plagiata da Simona;
I Moderni:
i Black Eyed Peas torinesi, stravaganti e seguiti da Elio.

I concorrenti avevano l’onore di duettare con tre big: la sempre troppo allegra senza motivi apparenti Irene Grandi con Francesca, la sempre più muscolosa Mannoia con Antonella e la sconosciuta ai più Emeli Sandè con i Moderni.
MAIODICO l’italiano medio, che la conosce Emeli Sandè? Che una canzone ha fatto!

Comunque, dei duetti non ci frega una mazza; unica nota di colore: lo sapete che la Mannoia ha fatto la controfigura per Monica Vitti? Dopo essere stata menata abbastanza al suo posto nel film di Sordi Amore mio aiutami, ha appeso i cerotti al chiodo e ha deciso di cantare.

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Sono cose che secondo me dovevate sapere. Dovete anche sapere che, come ci è stato fatto notare da @matteobordone, la Mannoia è uguale ad Anna Mazzamauro.

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Insomma, veniamo al sodo: Morgan ha duettato con Asia Argento.

Sì, i nostri Kate Moss e Johnny Depp dei poveri hanno cantato una canzone insieme: Indifference. Schiena a schiena, appoggiati a una specie di scudo con tutte le M di Morgan e le A di Asia appiccicate sopra, lo scudo girava e loro si contorcevano pieni di πάθος, e pure noi ascoltavamo pieni di πάθος, ma proprio nel senso di SOFFERENZA perché la canzone era UNAMMERDA  parecchio brutta.

Miglior tweet a riguardo:

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Una cosa inascoltabile, da farti sanguinare le orecchie, da farti rimpiangere pure la Ventura che canta. Una canzone che però, attenzione, «è stata ispirata da Gli Indifferenti di Moravia», proprio così ha detto Asia, che mica sono come noi che passiamo la sera a strafogarci di pizza alle melanzane e guardare i reality, no, loro leggono Moravia bevendo vino rosso e scrivendo canzoni perché «siamo sempre stati creativi».

Asia, ma tuo marito che dice?

Non avevi detto che eri appagata dal matrimonio, che «il lavoro mi interessa solo per pagare il mutuo», che i tatuaggi erano «una scelta affrettata», che prima «era difficile sopravvivere essendo sempre se stessi. Così, mi sono inventata un personaggio», che desideravi solo «la pace nel mondo»? (sì, sì, l’ha detto qui e qui)
Perché, di grazia, sei vestita di pizzo nero e canti con il tuo visibilmente innamorato di te ex una canzone scritta da voi nel 2005?

Tutto ciò avrebbe dovuto chiedere quel manichino di Cattelan. Invece no: «Ora Asia se ne va». MACHECAVOLODICI, fai il conduttore, fai ciò che ogni Barbara d’Urso farebbe, chiedi, indaga, COMMUOVICI.

Che poi è proprio cattivo dire a Morgan «ora Asia se ne va», dai, pensa quante volte ha sentito ’sta frase.

Il resto di XF5 prosegue secondo copione: vince Francesca (dopo aver cantato le strategiche acchiappavoti Hallelujah e Someone like you di Adele), Simona commossa ripete in loop «non è un paese per vecchi» perché Francesca ha sedici anni e va sostenuta per questo (ma mica è un merito eh, li abbiamo avuti tutti, mah) e «Abbiamo vinto!».

Chiudo con il momento migliore della serata: il pugno di Elio ad Arisa. Solo 13 visualizzazioni per questo capolavoro.

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Solo buone notizie a Kalispéra!

Intro
“Qui da me, solo buone notizie”. Signorini ci minaccia già dai primi dieci minuti, e noi quasi ci spaventiamo, pensando a quali buone notizie potrebbe tirar fuori uno come Signorini in tempi come questi.
E infatti non è vero. È peggio.
Sono le solite cattive notizie (la crisi, l’ici, il governo, il nuovo cinepanettone) annacquate fino ad essere digeribili. C’è la crisi, il mondo è malvagio, ma per fortuna, amici, che il venerdì sera possiamo ancora ritirarci a casa di Alfo a fare pettegolezzo e smaltarci le unghie. Perché, signora mia, il concetto è che quasi quasi (ok, senza “quasi quasi”) si stava meglio prima. Si fidi, signora, glielo dico direttamente da casa Signorini. Si fidi.
Peccato non aver contato quante volte è stata detta la parola “crisi” e quante volte ci si è lamentati delle tasse e velatamente anche del Governo.

A noi casa di Alfo non piace molto. L’effetto è quello di una brutta festa in casa, dove si resta tutti seduti in attesa che qualcuno dica qualcosa di brillante, ma nessuno dice niente perché sono tutti lì per educazione, contro la loro volontà. Pieraccioni lo dirà proprio, a un certo punto: “Se non c’era la crisi io mica stavo qua”. Ad accompagnare Signorini che canta La Canzone del Sole come al peggiore dei falò di Ferragosto. Scappa, Leo, lascia perdere, facciamo una colletta, ma smettila, sei più inquietante delle tette sessantenni di Cicciolina.
Ops. Ilona Staller mostra il meglio di sé (o il peggio, dipende dai punti di vista) in direttaMa andiamo con ordine.
Quando ci siamo messi sul divano, non avremmo mai immaginato di doverci restare per tre ore. Fatto sta che, alla fine della prima puntata di Kalispéra, quelli di noi che son sopravvissuti allo stillicidio hanno benedetto la pubblicità, che ci ha permesso di alzarci ogni tanto evitando così le piaghe da decubito.
Siamo stati un po’ confusi dal videomessaggio augurale di Simona Ventura in apertura di puntata; non tanto per la quantità di botox che le paralizzava la faccia, quanto perché ci sfuggiva l’utilità del passaggio. Cos’è, l’Italia a fine anno si becca il messaggio del Presidente Napolitano e i sudditi del Signoregno si beccano la Ventura che con viva e vibrante soddisfazione apre le danze di Kalispéra? Mah, siamo rimasti perplessi e senza risposte. Coerentemente perplessi ci ha lasciati anche l’imitazione della Ventura di Gabriella Germani: lunga, barocca, e non faceva ridere. Rideva soltanto il buon Alfonso, forse perché due lire per pagarla ce le ha messe di tasca sua. Forse però la Germani una funzione ce l’ha: più tardi, molto più tardi (dio mio, ma quanto è diventato tardi?!) la ritroveremo in versione Mara Carfagna: canterà e farà una pessima figura. L’uscita della Carfagna (vera) dal Pdl è sancita.

I colpi di genio
1) i cani. Ci sono due cani, in studio, abilmente addestrati a star buoni e sempre a favore di camera: perché il cane fa tanto casa tranquilla, il cane che sonnecchia ai piedi dell’intervistato di turno fa tanto chiacchiera intima dopo cena… e il cane ispira fiducia. Uno dei due cani si chiama Vespa, ed entra scodinzolando al suono del campanello di Porta a Porta. Interessanti citazioni.
2) La zia Ester. L’ospite fisso, opinionista e adorabile pungingball, è la vera zia di Alfonso Signorini: la signora Ester, che esprime pareri apparentemente spassionati e viene puntualmente zittita da quasi tutti (Belen però l’adorerà). Dunque, uno dei giochi preferiti del salotto di Kalispéra è “Zittisci la vecchia”. Soprattutto, la si prende in giro perché non conosce i social network, vera innovazione di questa edizione di Kalispéra: ci si collega via skype con gli spettatori (un giro di ChatRoulette sarebbe stato molto più interessante), si leggono i commenti su facebook (solo quelli buoni), si leggono i tweet su twitter (solo quelli buoni – non a caso non citano quelli delle #telecomari).
È tutto funzionale alla web revolution della nuova destra che avanza. I cani scondinzolano.

Gli ospiti
È un continuo viavai di nani e ballerine, questo salotto di Signorini, proprio come alle feste uscite male. E collegamenti con le case degli amisci. Tipo casa Bonolis, la cui parte più interessante è il pappagallo che gli svolazza intorno. Lui, Paolo, si annoia e non cerca di mascherarlo. Giusto il tempo di annunciare che twitter non lo sa usare (e quindi tutti i suoi profili sono fake) e chiudono il collegamento come una telefonata di circostanze con la zia: beh, che ti devo dire più, possiamo anche chiudere, ciao eh, cià.
Il padrone di casa, certo, non è dei migliori. Uno che invita il padre di Marco Simoncelli e non può fare a meno di cadere nell’immortale (ops) classico «Suofiglioèmmorto: come si sente?». Come stracavolo vuoi che mi senta: un fiore. E infatti il padre del Sic piange. Kate, la fidanzata del Sic, no. E dire che c’è tutto quel che serve: c’è l’errevuemme, c’è la musica commovente, c’è Biagio Antonacci, c’è la gigantografia di Marco che salta gioioso messa lì con nonchalance, proprio di fronte ai suoi cari. La telecamera stringe sui suoi occhi leggermente a mandorla: primissimo piano. Brillano, ma sono asciutti.
Ne devi mangiare di pane duro, Alfo, prima di arrivare ai livelli di Barbara d’Urso.
Noialtri, sul nostro divano, ci interroghiamo sul perché due persone così si trovino in quel covo di vipere. Avranno pensato che potesse essere un modo come un altro per raccogliere fondi per l’ente benefico istituito a nome di Simoncelli. Salutano, ringraziano, incassano la standing ovation e vanno via.
Mistero della tele.
Appena novanta secondi dopo, su quella pozza di lacrime danzeranno dei corpulenti signori in abiti tirolesi. Raccogliamo le mascelle e ci adeguiamo anche noialtri a “The show must go on a cazzo di cane”. Senza uno stacco pubblicitario, senza una televendita, senza un respiro, via: non capiamo neppure noi come siamo stati catapultati dal dolore autentico della famiglia Simoncelli a questi che ballano lo yodler. Lo yodler!

Eppure siamo ancora svegli. Lo resteremo molto meno più tardi, perché – ci teniamo a ripeterlo – questa prima puntata è stata interminabile. Uno stillicidio, davvero.
Ma è tempo della seconda cinemarketta. Vacanze di Natale a Cortina: ecco materializzarsi Sabrina Ferilli, vestita per l’occasione da albero di Natale, e Cristian De Sica, geneticamente elegante.
Partono gli aneddoti di De Sica sulla vita di papà. C’è confidenza, amicizia, Signorini vagheggia di cene. Il nostro pensiero corre a un grande classico.

È la volta di Sabrinona. Donna di sinistra, dice. E Alfonso se ne ricorda, e non perde occasione di farle una domanda sull’attuale sinistra. Della quale, naturalmente, Sabrina non può fare a meno di lamentarsi. Risultato: a noi telecomari arriva il messaggio che l’elettorato di sinistra è insoddisfatto della sinistra. E che la sinistra è pessima. Così, en passant.
Ma il personaggio politico della serata è un altro. Dopo l’orrendo talent show improvvisato (quanto citazionismo, in questo Kalispéra!) in cui Santarelli, Satta e Prati gareggiano per guadagnarsi il premio della più seducente a colpi televoto (TELEVOTO! A MEZZANOTTE PASSATA E CON UN NUMERO A PAGAMENTO!), Alfo sfodera l’asso nella manica: Ilona Staller.
Ilona ci allieterà anche con una nenia inascoltabile nonostante una parte del nostro cervello stia già dormendo. Ed è troppo, davvero, vederla contorcersi suadente finché il corpetto del vestito non si abbassa, mostrando i capezzoli di una donna che ha appena ricordato di avere sessant’anni.
Alfonso cerca di coprirla con la sua giacca, fintamente imbarazzato, lei, fintamente ribelle, lo scosta e continua, sistemandosi malamente il vestito e lasciandoci a vista un capezzolo solo.
Grazie per la concessione, Ilona. Non ci pare vero che a questo punto Alfonso, le sue comari, la colf, i cani, e la zia Ester (incredibilmente più sveglia di noi) ci salutino e ci diano la buonanotte.
Grazie, Alfonso, non ci speravamo più.